CHI DECIDE COSA VEDI?
- giornale laurana
- 26 gen
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Il giorno 19 dicembre 2025, si è svolta presso l’Aula Magna del nostro Liceo Laurana Baldi una conferenza dal titolo “Chi decide cosa vedi?”, durante la quale il professore universitario di internet studies Fabio Giglietto, accompagnato da Enrico Andreani, presidente della commissione “Azione Giovani” al Rotary Club di Urbino, e Giacomo Alessandroni, past president, sempre del Rotary Club, ha affrontato il tema delle piattaforme digitali.
L’incontro è iniziato parlando degli algoritmi dei vari social media. Questi ultimi infatti non mostrano contenuti in modo casuale, ma li selezionano e ordinano in base ai nostri comportamenti.
L’algoritmo osserva cosa guardiamo, per quanto tempo, cosa ci piace e cosa ignoriamo; mappa infatti i contenuti, senza conoscere il genere dell’individuo, ma impara dai dati, con l’obiettivo di massimizzare il “Time on Device”, ovvero il tempo speso sulle piattaforme, suggerendo ciò che pensa ci piaccia.
Tra i social, ad avere l’algoritmo più efficace, è TikTok, che tutti noi ragazzi conosciamo ed utilizziamo al giorno d’oggi.
È stato poi affrontato il tema del Digital Service Act (DSA), una legge europea, che stabilisce norme per rendere le piattaforme un luogo più sicuro.
Questa legge cerca di evitare molti rischi sistematici come i Rabbit Holes, algoritmi che radicalizzano i contenuti per massimizzare l’attenzione o come i Dark Patterns, interfacce progettate per ingannare o forzare una scelta.
Altri Paesi scelgono strade diverse. Mentre in Europa si “bonifica” l’ambiente social per rendere più sicure le piattaforme, soprattutto per i ragazzi, in Australia la sicurezza viene ottenuta attraverso l’esclusione. Viene infatti vietato ai minori di 16 anni l’accesso ai social media, trattati in modo simile a prodotti come il tabacco.
La conferenza si è conclusa con un dibattito tra i partecipanti, che ha messo in luce quanto sia importante un uso consapevole dei social media.
Si è infatti evidenziata la complessità di un fenomeno che continua a trasformare il modo di comunicare e di informarsi. I social non possono più essere considerati un fenomeno transitorio, ma una realtà consolidata che impone riflessioni e strumenti di analisi capaci di coglierne la complessità e l’impatto sulla società.
Agnese Ghiselli e Anastasia Pecci






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