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Giovani e mondo digitale: tra rischi, opportunità e nuove consapevolezze

  • Immagine del redattore: giornale laurana
    giornale laurana
  • 5 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Il giorno 12 gennaio si è svolto presso l’aula magna del liceo Laurana-Baldi un incontro dedicato al rapporto tra giovani e mondo digitale, un tema sempre più centrale nella nostra società. L’incontro, tenuto da Alessandro Bogliolo, professore di “Sistemi di elaborazione delle informazioni” all'università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, ha offerto un’occasione importante per riflettere sui rischi e sulle opportunità legati alle nuove tecnologie. 

Uno dei punti di partenza dell’incontro è stato il linguaggio e come l’homo sapiens 40.000 anni fa abbia iniziato ad utilizzare un linguaggio combinatorio per comunicare, riuscendo a mettere in sequenza suoni e versi inarticolati, per formare così delle parole.

L’incontro ha poi ripercorso le origini dell’informazione e del digitale, partendo dalla nascita della scrittura e degli alfabeti (es. scrittura ideografica egizia e alfabeti fenicio, greco e romano) fino ad arrivare alla rappresentazione numerica. Si è parlato poi della notazione posizionale, dell’importanza dei numeri e della capacità di memoria, elementi fondamentali per lo sviluppo dell’informatica moderna. 

Il professore ha proseguito poi soffermandosi sui personaggi che hanno contribuito in maniera fondamentale all’evoluzione e che hanno posto le basi per la moderna intelligenza artificiale, come ad esempio Gutenberg con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, Ada Lovelace, riconosciuta come la prima programmatrice della storia o Geoffrey Hinton, considerato come il "padrino dell'IA" per i suoi contributi fondamentali allo sviluppo del deep learning e delle reti neurali artificiali.

Siamo poi arrivati a parlare in modo più completo e approfondito dell’AI in sé e del pensiero computazionale, ossia un approccio mentale per risolvere problemi complessi in modo logico, efficace e strutturato scomponendoli in parti più semplici e affrontabili. 

Il pensiero computazionale non riguarda solo l’informatica, ma è utile nella vita quotidiana, nello studio e nel lavoro. Esso aiuta a sviluppare capacità di analisi, organizzazione e problem solving. 

Alla fine del dibattito, siamo riusciti a rispondere alle domande che ci erano state poste all’inizio del dibattito, cioè che l 'intelligenza artificiale non nasce come una mente autonoma, ma come un esecutore privo di intelligenza propria, dove i sistemi di machine learning non vengono programmati per risolvere direttamente un problema, ma per apprendere dall’esperienza, dai dati e dalle rappresentazioni che gli esseri umani decidono di fornire. 

In conclusione, l’incontro ha lanciato un messaggio chiaro: il digitale non è solo tecnologia, ma anche cultura, responsabilità e consapevolezza. Sta a noi decidere come usarla e, soprattutto, come continuare a pensare. 

                                                                                                           Giorgia Marini


 
 
 

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