Il volontariato come vocazione: la storia di un alfiere della repubblica
- giornale laurana
- 3 giorni fa
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Questa intervista, realizzata durante l’Assemblea dello Sport del 23 aprile, racconta la storia di una giovane volontaria della Croce Rossa, Noa Thuy Bertuccioli, che ha ricevuto il titolo di Alfiere della Repubblica, un riconoscimento assegnato dal Presidente Mattarella ai ragazzi che si distinguono per impegno civile e senso di responsabilità. Attraverso le sue parole emerge il valore del volontariato come esperienza di crescita personale, formazione e aiuto concreto verso gli altri. L’intervista affronta temi importanti come l’impegno sociale dei giovani, la formazione nel primo soccorso, il rapporto tra scuola e volontariato e il significato di dedicare il proprio tempo alla comunità.
Come prima domanda volevo chiederti come ci si sente ad avere il titolo di Alfiere della Repubblica?
È stata una nomina inaspettata e un grande onore, sia per la mia famiglia sia per il comitato di Urbino. Essendo una studentessa del liceo Laurana, credo che la mia presenza all’interno della scuola rappresenti un motivo di orgoglio e soddisfazione, oltre a costituire un importante riconoscimento.
Sei emozionata per l'incontro del 7 maggio con il presidente Mattarella?
Sì molto, la cerimonia si svolgerà appunto il 7 alle ore 12:00 al Quirinale.
Perché hai scelto di fare volontariato, soprattutto perché proprio nella Croce Rossa?
Croce Rossa è un po' seconda casa. Mio babbo lavora all’interno della Croce Rossa a Pesaro e quindi fin da piccola sono sempre stata legata a questo ambiente. Così, appena compiuti 14 anni, ho detto che anche io volevo fare volontariato. Inizialmente volevo andare a Pesaro perché sono sempre stata accolta, ma per problemi di spostamenti e di lontananza ho scelto Urbino.
In cosa consiste il lavoro da volontaria?
Il ruolo del volontario è molto ampio: si possono svolgere tutte le attività, ad eccezione di quelle in ambulanza. Noi giovani, in particolare, lavoriamo soprattutto con altri ragazzi e con i bambini, quindi sia nelle scuole dell’infanzia sia con gli studenti universitari. Copriamo quindi una fascia d’età molto ampia e ci occupiamo principalmente di attività di sensibilizzazione, come la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, l’educazione stradale e altri progetti formativi dedicati anche ai più piccoli.
Come sei diventata volontaria e come si può intraprendere il tuo percorso?
Diventare volontaria è una vocazione: bisogna volerlo davvero. Non si può intraprendere questo percorso per obbligo, perché senza passione sarebbe difficile continuare nel tempo. Si può diventare volontari a partire dai 14 anni compiuti, rivolgendosi al comitato di appartenenza, o comunque a quello più vicino al proprio luogo di residenza, dove si iniziano i corsi di formazione. Ogni comitato organizza i corsi in periodi diversi dell’anno. Dai 14 ai 32 anni si entra a far parte del gruppo giovani e, successivamente, ciascuno può scegliere di dedicarsi alle attività che sente più vicine ai propri interessi e alle proprie inclinazioni.
Ci sono stati momenti di difficoltà durante il tuo percorso?
Sì, molti, soprattutto quando sono entrata e ho partecipato subito alle gare di primo soccorso, che ci hanno impegnati sia a livello regionale sia nazionale. Ogni sera, per settimane, ci allenavamo dalle 20 fino alle 3 di notte, trascorrendo moltissimo tempo insieme. È stato un periodo molto intenso e faticoso: stare ogni giorno a stretto contatto ci ha portati anche a vivere momenti di forte stress. Nonostante questo, la Croce Rossa è un gruppo straordinario, capace di sostenerti, aiutarti a ritrovare la motivazione e trovare la forza per superare anche le difficoltà più pesanti.
Come riesci a coniugare il lavoro da volontaria e la scuola?
L’anno scorso è successo un episodio anche a scuola: una ragazza si è sentita male e diversi professori, così come alcuni membri del personale ATA, non sapevano come intervenire. Anzi, in alcuni casi sono state fatte anche manovre scorrette. Da lì ho iniziato a insistere molto sull’importanza di organizzare corsi di primo soccorso, perché, da quanto ho capito, nella scuola non erano presenti o comunque non erano sufficienti. Mi ha colpito il fatto che persone adulte e che lavorano a contatto con gli studenti non sapessero come soccorrere una persona svenuta. Per questo ho cercato di promuovere maggiormente la formazione in questo ambito e, da quanto so, successivamente è stato attivato un corso sul diabete per i professori, anche se non so se sia nato direttamente dalla mia iniziativa o se fosse già previsto dalla scuola. Conciliare scuola e volontariato non è sempre semplice, ma lavorare con ragazzi della nostra età rende tutto più naturale e gestibile. Inoltre, molte attività possono essere svolte anche in collaborazione con la scuola, e siamo molto contenti di poter contribuire insegnando qualcosa di utile agli studenti.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per il futuro vorrei continuare il mio percorso come volontaria e proseguire su questa strada frequentando la facoltà di Infermieristica, quindi restando sempre nell’ambito sanitario. Il mio obiettivo è portare avanti in parallelo sia gli studi sia il volontariato, perché credo che una passione debba rimanere tale: trasformarla completamente in un lavoro rischia di consumarla, mentre una passione può diventare una vera valvola di sfogo. Per quanto la Croce Rossa possa essere impegnativa e a volte anche difficile, quando sali in ambulanza senti comunque di essere nel tuo posto sicuro, un luogo in cui puoi essere davvero te stessa e non semplicemente una persona che lavora per uno stipendio.
Consigli l'esperienza di volontariato?
Sì, sicuramente ti apre molte porte, soprattutto dal punto di vista formativo. Io, ad esempio, sono entrata in questa scuola pensando di diventare maestra, ma grazie all’esperienza in Croce Rossa ho capito che probabilmente quella non era la mia strada. Il volontariato può farti scoprire ambiti che magari non avevi mai preso in considerazione e nei quali poi finisci per appassionarti davvero.

Articolo di:
Anastasia Pecci, Rebecca Seraghiti, Chiara Di Luca





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